lunedì 16 aprile 2012

Il diverso valore delle lacrime


Un dizionario descrive la lacrima come la gocciola dell'umore secreto dalle ghiandole lacrimali dell'occhio, che sgorga dalle ciglia per irritazione locale, dolore fisico o forte commozione.
Leggendo questa definizione, non si può fare a meno di fare delle riflessioni che vengono del tutto spontanee.

Prendiamo, ad esempio, la vicenda di Rosy Mauro, vicepresidente del Senato, espulsa dal suo partito, in quanto protagonista dello scandalo che ha coinvolto in questi giorni la Lega : l'abbiamo vista, l' altra sera nella trasmissione televisiva “Porta a porta” mentre, singhiozzando, dichiarava che non si sarebbe mai dimessa e che sarebbe stata la prima volta che avrebbe disubbidito al partito.
Dunque, come diceva il dizionario? Irritazione locale? Direi di no. Dolore fisico? Nemmeno, ci mancherebbe. Forte commozione? Bah...sembra esserci un motivo per commuoversi?

Andiamo avanti. Pochi giorni fa, l'ex calciatore del Bari, Andrea Masiello è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta del calcioscommesse : durante l'interrogatorio, il giocatore è scoppiato in lacrime ammettendo di aver venduto diverse partite e di aver fatto pure un autogoal apposta.
Ricordate cosa diceva il dizionario? Giudicate voi...

Prendiamo ancora un altro caso : Sabrina Misseri, imputata per l'omicidio della cugina Sarah Scazzi, durante il processo a suo carico, scoppia a piangere ripetutamente davanti alla corte, mentre vengono ripercorsi i momenti della tragica vicenda.
Riprendiamo, come prima, in mano il dizionario e rileggiamo la definizione...avete trovato qualcosa che possa giustificare il suo pianto?
Potremo andare ancora avanti a citare altri casi simili a questi , ma fermiamoci qui.

 
Ora, pensiamo, invece, alle lacrime che hanno versato le vedove e i figli di quegli uomini che si sono tolti la vita,chiedendo scusa ai loro familiari, per non aver retto alle loro difficoltà finanziarie o per la perdita del loro lavoro: sono lacrime anche quelle, vero?
Lia, invece, è il nome della signora cinese di Roma, che ha visto morire davanti ai propri occhi, il proprio marito e la figlioletta di soli 6 mesi, assassinati a scopo di rapina. Altre lacrime di dolore...
 E allora smettiamola, una volta per tutte, con le finte commedie, con le lacrime da “rimorsi di coscienza” , ritorniamo a dare al nostro dolore e alle nostre lacrime la valenza autentica che spetta loro da sempre, l'unico significato vero, quello che dona alla persona che soffre quell'enorme dignità che accomuna la gente uguale a noi.

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